NEWS GREEN LIFE

il nuovo "fare" edilizia

IdeAbitata Casal Bertone 4.0
Progettato il primo Hotel al mondo ad “energia positiva”

 

Accade nel Cirolo Polare artico dove lo studio Snøhetta
studio internazionale di architettura, architettura del paesaggio e
design di interni con sede principale a Oslo e una minore a New York
(e che prende il nome da Snøhetta, una montagna della Norvegia 
appartenente alla catena del Dovrefjell, nei Monti Scandinavi) ha
applicato lo standard architettonico noto come Powerhouse.
Lo staff dello studio è formato da 120 membri, iniziò a formarsi nel
1989, dopo che, un gruppo di Oslo iniziò a lavorare in collaborazione
con alcuni colleghi a Los Angeles per completare il progetto per il concorso per la costruzione della nuova Biblioteca di Alessandria, che procurò successivamente fama internazionale al gruppo.
Il nome dello studio Snøhetta, come scrivamo sopra, è ripreso dal nome della montagna più alta del Dovrefjell ed ha una valenza simbolica: rappresenta una forma estremamente complessa, al tempo stesso un paesaggio, un oggetto quasi architettonico e riassume il concetto di approccio all'architettura che punta a lavorare non tanto su “oggetti” ma su ambienti e paesaggio.
 
Lo standard Powerhouse mette l’accento sui problemi di deterioramento delle strutture e sullo sviluppo sostenibile, mantenendo il tutto in armonia, in modo da creare progetti che si adattino alla cultura del Paese, al clima e al sistema ecologico nel quale andranno ad integrarsi. Secondo questo standard di progettazione l’architettura non può essere contenuta nelle regole dell'ordine ma deve anche offrire una sintesi tra originalità e tradizione, paesaggio e artificio. Un tema rilevante per la loro progettazione è la tradizione scandinava, focalizzata su una stretta relazione tra l'architettura e il paesaggio. Il paesaggio dunque, non segna più i confini, ma include naturalmente l'architettura.
E’ seguendo questi principi che lo studio ha progettato Svart, il primo hotel ad essere costruito secondo uno standard energetico positivo Powerhouse in un clima nordico. Questo nuovo hotel non solo riduce il consumo annuo di energia di circa l'85% rispetto ad un normale albergo, ma produce addirittura la propria energia, dettaglio fondamentale in un clima così difficile come quello artico.
Il tutto è stato possibile con la collaborazione con Arctic Adventure of NorwayAsplan Viak Skanska,
Il nome dell’Hotel, "Svart", significa "nero" in norvegese e visto che per gli aggettivi "nero" e "blu" viene utilizzato lo stesso termine nell’antica lingua norvegese, il nome è un evidente tributo al patrimonio naturale di Svartisen, al suo ghiacciaio blu e ai suoi dintorni naturali.
Per raggiungere lo standard sono state fatte diverse scelte progettuali all'avanguardia: ad esempio, gli architetti hanno condotto una mappatura di come le radiazioni solari si comportano in relazione al contesto montuoso durante tutto l'anno per ottimizzare la raccolta di energia. Il risultato è stata una premessa per arrivare a decidere per il design circolare dell'hotel, come pure per il posizionamento delle camere d'albergo, dei ristoranti e delle terrazze che strategicamente sfruttano in questa maniera ottimale l'energia prodotta dal sole.
Il tetto dell'hotel è stato rivestito con pannelli solari norvegesi prodotti con energia idroelettrica pulita riducendo così ulteriormente l'impronta di carbonio e grazie alle lunghe notti estive di quest'area, la produzione annuale di energia solare sarà effettivamente superiore alla quantità di energia che l’edificio raccoglierebbe se fosse posto più a sud. Durante i mesi invernali, quando il sole è basso nel cielo, le ampie finestre della facciata consentono un massimo di insolazione per sfruttare l'energia termica naturale del sole. Ma anche la scelta dei materiali a bassa energia incorporata – temine con cui si intende la quantità di energia necessaria per produrre, trasportare, costruire e sostituire materiali e prodotti che entrano in un edificio – ha aiutato l'albergo a raggiungere lo standard Powerhouse.
 
L'energia incorporata è massima nei materiali prodotti con energia derivata dai combustibili fossili. L'uso del legno nella costruzione e nel rivestimento ha potuto ridurre al minimo l'impatto ambientale dell'edificio e in genere i materiali ad alta intensità energetica come l'acciaio strutturale e il calcestruzzo sono stati evitati il ​​più possibile. L'hotel utilizza infine anche pozzi geotermici collegati a pompe di calore. Questi sono usati per riscaldare l'edificio, riducendo così il consumo totale di energia della struttura.
Il corpo circolare di "Svart" si estende dalla costa ai piedi del Monte Almlifjellet fino alle acque del fiordo di Holandsfjorden. La forma circolare è stata scelta per offrire una vista panoramica del fiordo e un contatto maggiore con la natura circostante.
La costruzione è ispirata alle caratteristiche dell'architettura locale con riferimenti alla "fiskehjell" -la robusta struttura in legno per essiccare il pesce- e alla "rorbu" -un tipo tradizionale di casa usata dai pescatori nella stagione stiva-. Quest’ultimo  riferimento architettonico si traduce nella struttura portante dell'hotel, costruita su pali di legno resistenti agli agenti atmosferici che si estendono per diversi metri sotto la superficie del fiordo. I pali assicurano che l'edificio utilizzi un ingombro fisico minimo nella natura incontaminata e conferiscono all'edificio un aspetto quasi trasparente. Ma non solo: infatti questa struttura raddoppia diventando una vera e propria passerella di legno che invita i visitatori ad una passeggiata durante la stagione estiva.
In inverno, la passerella può essere utilizzata come deposito barche e kayak, riducendo la necessità di garage e magazzini aggiuntivi. 
@immobbilia 2018
 
 
il nuovo "fare" edilizia
IdeAbitata Casal Bertone 4.0
Il mercato ICT applicato alle nuove città del futuro
 
In questi mesi è uscito un nuovo Report researchandmarkets sulle applicazioni urbane delle Information and communication technologies. Sono stati stimati ricavi in crescita del 17,7% tra il 2015 ed il 2021.

Ma cosa significa applicare alle nostre città le continue innovazioni offerte della ricerca in Information Communication Tecnologies?

In pochi anni le città di tutto il mondo dovrebbero dare il via alla trasformazione in smart cities. Più di 100 hanno già annunciato piani e programmi di innovazione. Sono più di 5000 i centri urbani medio grandi che potrebbero avviare interventi di questo tipo nei prossimi 20 anni.

Nel Report, la società di ricerca Research and Markets ha calcolato che entro il 2035, più di 600 aree urbane tra 150 mila e 500 mila abitanti, annunceranno progetti smart city, con una penetrazione di tali tecnologie tra il 10 ed il 13%.

Dati che lasciano immaginare un quadro tecnologico molto dinamico, con inevitabili riflessi sul mercato e ricadute positive sul mondo delle imprese e del lavoro e sulla vita quotidiana dei cittadini.

Nel segmento Information & communication technologies (ICT), la società di ricerche di mercato ha calcolato che il giro di affari nel mercato smart cities potrebbe raggiungere i 774,8 miliardi di dollari nel 2021.

Una smart city è una città che opera contemporaneamente su due livelli: uno fisico ed uno virtuale. La città intelligente prevede una gestione armonica dei suoi servizi (trasporti, energia, illuminazione, gestione dei rifiuti, intrattenimento, ecc.) attraverso l’uso diffuso delle tecnologie ICT che forniscono un’infrastruttura che controlla e coordina le infrastrutture fisiche quali, ad esempio, la rete elettrica, gli acquedotti, la rete dei trasporti urbani. In tutto questo una parte fondamentale

ce l'ha l’edilizia innovativa nelle costruzioni come quella proposta da Immobbilia nel complesso Casa Casal Bertone.

L’utilizzo di strumenti ICT permette di apprendere i comportamenti e i bisogni dei cittadini al fine di adattare i servizi della città alle loro effettive esigenze in modo da ridurre gli sprechi e rendere la città sostenibile.

Di pari passo l’integrazione di tecnologie fisiche e virtuali è in grado di favorire l’emergere di comportamenti sostenibili tra i cittadini, ad esempio, attraverso la condivisione di servizi e risorse, come nel caso del car-sharing; oppure fornendo servizi informativi in grado di rendere più efficiente, sicura e consapevole la mobilità nella città.

©2017 Immob.bilia

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IdeAbitata Casal Bertone 4.0

 

Una volta c’erano gli alberi a controllare l’inquinamento…

 

Il progetto europeo “EuNetAir” (cost.eunetair.it) prevede un’alleanza tra centro di ricerca e di innovazione di mezza Europa per sviluppare materiali avanzati, sostenibili, a basso costo ed efficienti a livello energetico, da utilizzare contro lo smog in città.

Si tratta di una piattaforma cu sui lavorano 200 ricercatori, appartenenti a 120 organizzazioni e provenienti da 38 Paesi, con lo scopo di utilizzare nanomateriali e impiegare, tra le altre cose, dispositivi hi-tech portatili, protocolli di misura e reti wireless di sensori per rilevare l’inquinamento atmosferico urbano, con un indotto economico stimato di oltre 150 milioni di euro, a fronte di un finanziamento dell’Unione europea di 600 mila euro. Praticamente, per integrare o nei casi più gravi sostituire, il naturale “lavoro” degli alberi.

Il network internazionale per lo sviluppo di sensori antismog low-cost è coordinato dall’Agenzia italiana per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).

Con i nuovi sistemi hi-tech si punta a rivoluzionare le tecnologie per il controllo dell’inquinamento atmosferico, offrendo alle amministrazioni centrali e locali gli strumenti per migliorare la qualità dell’aria e accrescere la consapevolezza ambientale dei cittadini.

Nelle metropoli che ospitano quasi il 10% dei 7,5 miliardi di persone che popolano il  mondo, gli alberi offrono ogni anno in ogni città più di 500 milioni di dollari in servizi agli esseri umani, rendendo gli ambienti urbani luoghi più puliti, più adatti e più piacevoli per viverci.

Questo emerge dal recente studio “Implementing and managing urban forests: A much needed conservation strategy to increase ecosystem services and urban wellbeing” (sciencedirect.com) del Dipartimento per le risorse ambientali della State University of New York, e composto totalmente dai ricercatori del  dipartimento scienze e tecnologie dell’università di Napoli.

Il team italo-statunitense ha scoperto che nelle 10 megalopoli studiate (Buenos Aires; Città del Messico;  Il Cairo; Istanbul; Londra; Los Angeles;  Mosca;  Mumbai; Pechino;Tokyo) i benefici ecosistemici degli alberi hanno un valore annuo medio di 505 milioni di dollari, pari a 1,2 milioni di dollari per chilometro quadrato di superficie alberata. Tradotto in valore pro capite, sono in media 35 dollari per ogni residente u in una mega-città.

Secondo il principale autore dello studio, Théodore Endreny, «Il valore dei servizi degli alberi potrebbe essere facilmente raddoppiato semplicemente piantandone di più. Le mega-città possono aumentare questi benefit in media dell’85%. Se piantassero alberi in  tutta la loro potenziale area di copertura, servirebbero a filtrare gli inquinanti dell’aria e dell’acqua e ridurre il consumo energetico degli edifici e a migliorare il benessere umano, fornendo al tempo stesso habitat e risorse per altre specie nell’area urbana».

Endreny sottolinea che «Gli alberi hanno benefici diretti e indiretti nel raffreddare gli edifici e nel ridurre le sofferenze umane durante le ondate di caldo. Il beneficio diretto è l’ombra che mantiene l’area urbana più fredda, il beneficio indiretto è la traspirazione delle acque piovane che trasforma l’aria calda in aria più fredda».

Gli alberi urbani forniscono servizi dei quali la maggior parte delle persone non si rende conto, compresa la rimozione del particolato, dannoso per gli esseri umani, che viene trattenuto dalle foglie; L’altro vantaggio è il risparmio energetico, grazie al raffreddamento e all’isolamento sia dalla luce solare estiva che dai venti invernali. Poi c’è l’assorbimento e lo stoccaggio di CO2 che ci aiuta a combattere e mitigare i cambiamenti climatici.

Una maggiore consapevolezza del valore economico dei servizi gratuiti forniti dalla natura può aumentare la nostra volontà di investire sforzi e risorse nella conservazione e nello sfruttamento corretto del capitale naturale, in modo da aumentare anche la ricchezza, la stabilità economica e il benessere sociale. Nelle costruzioni innovative dove vengono utilizzati bio materiali in edilizia come fa Immobbilia nel nuovo complesso di Casal Bertone, si tratta di aspetti ed elementi a cui la società pone molta attenzione. 

​©2017 Immob.bilia

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IdeAbitata Casal Bertone 4.0

Costruire integrando la natura per combattere l’inquinamento

Buone prassi in Cina e a New York

 

Costruire integrando calcestruzzo e piante, insieme per combattere l’inquinamento e realizzare un ambiente umano sostenibile. Il Protocollo Itaca seguito da Immobbilia per Idea Abitata, la nuova e prossima costruzione nel quartiere di Casal Bertone a Roma già prevede innovazioni utili a questo scopo. In altri paesi si stanno già progettando interi complessi-città ispirati a questi principi che fino a pochi decenni fa, sembrano avveniristici e utopistici.

In Cina sarà possibile abitare in una “città verde”  quando lo studio di Stefano Boeri Architetti completerà Liuzhou Forest City a nord di Liuzhou, nella provincia meridionale e montuosa dello Guangxi, in un’area di circa 175 ettari lungo il fiume Liujiang. Sarà la prima Città Foresta cinese: uffici, case, alberghi, ospedali, scuole, interamente ricoperti di alberi e piante. Una volta ultimata, la nuova città di 30.000 abitanti sarà in grado ogni anno di assorbire circa 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili e di produrre circa 900 tonnellate di ossigeno.

FONTE: stefanoboeriarchitetti

La nuova città integrata tra costruito e natura, sarà totalmente cablata e – da progetto - collegata alla città di Liuzhou da una linea ferroviaria veloce, utilizzata da automobili a motore elettrico e sarà destinata ad ospitare zone residenziali di diversa natura e spazi commerciali e ricettivi, oltre a due scuole e un ospedale.

Liuzhou Forest City disporrà di tutte le caratteristiche di un insediamento urbano pienamente autosufficiente dal punto di vista energetico, a partire dalla geotermia per il condizionamento degli interni e dall’uso diffuso dei pannelli solari sui tetti per catturare le energie rinnovabili.

Un bel colpo d’occhio sarà la presenza di piante e alberi su tutti gli edifici, di qualunque dimensione e destinazione siano.

Nel complesso Liuzhou Forest City ospiterà 40.000 alberi e circa 1 milione di piante di più di 100 specie.

La diffusione delle piante non solo lungo i viali, nei parchi e nei giardini, ma anche sulle facciate degli edifici, consentirà alla città di ridurre la temperatura media, di creare una barriera al rumore e di aumentare la biodiversità delle specie viventi.

Per la prima volta in Cina e nel mondo, un insediamento urbano mettere sullo stesso tavolo autosufficienza energetica e uso delle energie rinnovabili per provare a ridurre l’inquinamento dell’aria nelle grandi città, grazie alla moltiplicazione delle superfici vegetali e biologiche urbane.

È l'estate, il mercurio sta aumentando, ed è solo sempre più caldo da qui in fuori. In risposta ai rischi imminenti delle temperature più calde, New York City è in una missione per combattere il cambiamento climatico attraverso l'architettura. La sua ultima iniziativa? Affrontare il caldo estremo ridisegnando i tetti e le sue strade.

 

La tematica dello sviluppo di tecniche edilizie innovative, coniugate col rispetto dell’ambiente, è al centro anche della città di New York. La città di NY concentra i suoi sforzi contro inondazioni e tempeste, che tuttavia si verificano sporadicamente. Il surriscaldamento globale e il caldo estremo è in realtà uno dei più pericolosi rischi per la città. Così, all'inizio di giugno 20017, il sindaco Bill De Blasio ha annunciato il Cool Districts NYC: un piano di $ 106 milioni di dollari che comprende i rivestimenti di tetti con vernice riflettente (conosciuti anche come tetti freddi) e la piantumazione di alberi nei quartieri più vulnerabili della città.

FONTE: fastcodesign

 

Il programma riguarderà i quartieri con un alto indice di vulnerabilità termica (HVI) in particolare. HVI è una scala che misura le probabilità di morte delle persone durante le ondate di caldo, mettendo in relazione caratteristiche socioeconomiche e spaziali come il reddito medio, l’etnia, la densità e il rapporto tra alberi e calcestruzzo. I quartieri più poveri hanno meno alberi e tassi più elevati di malattie (come l'ipertensione e le malattie cardiache) rispetto ai quartieri più ricchi - fattori che contribuiscono alla suscettibilità al calore. A nord di Manhattan e nel Bronx meridionale e nel centro di Brooklyn centrale sono i quartieri più a rischio e riceveranno ulteriori fondi per la vegetazione e per i “tetti freschi” che possono ridurre le temperature dell'edificio del 30% durante i giorni caldi e ridurre i costi dell'aria condizionata dal 10 al 30%.

Immobbilia è pronta a cogliere la sfida di integrare costruito e ambiente a Roma, col complesso di Casal Bertone.

​©2017 Immob.bilia

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IdeAbitata Casal Bertone 4.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

​©2017 Immob.bilia

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La rete connetterà sempre di più anche le nostre case?

 

La rete sarà sempre più presente nelle nostre case, anche per connetterle tra loro. In Europa infatti si vanno sempre più sperimentando le piattaforme digitali per la gestione di reti interdipendenti e automatizzate applicate alla comprensione dei comportamenti umani, ma anche all’energia e all’industria e alle residenze.

Le realizzazioni abitative proposte da Immobbilia si inseriscono in quelli che vengono definiti progetti SMART BUILDING.

Il futuro prossimo delle nostre società sarà caratterizzato dall’automazione. “Sistemi di sistemi”, è la definizione utilizzata sui media ovvero reti di reti che funzioneranno in maniera indipendente lavorando insieme, interconnesse e interdipendenti.

 A settembre 2016 si è concluso il progetto “Dymasos” (Dynamic Management of Physically Coupled Systems of Systems),

finanziato dall’Unione europea portato avanti da un consorzio di centri di ricerca e aziende provenienti da Germania, Svizzera, Spagna, Croazia e Francia. Obiettivo del progetto era offrire agli operatori europei di grandi sistemi tecnici, e ai fornitori di soluzioni di gestione e automazione, vantaggi competitivi strategici, come una più consistente riduzione dei costi, maggiore efficienza energetica delle costruzioni e delle reti, maggiore stabilità.

 

Sarà l’Internet delle cose a connetterci 

Al centro del progetto c’è sempre stata quella che è definito il sistema delll’Internet delle cose in questi casi applicata all’industria e alla distribuzione di energia, alla gestione del traffico e della mobilità in ambito urbano, comprese le infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, nonché alla comprensione del comportamento della popolazione nei quartieri (abitudini, necessità, spostamenti, accesso ai servizi e altro ancora).

L'Internet delle cose è un’evoluzione dell'uso della rete: gli oggetti (le "cose") si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere a informazioni da parte di altri oggetti.

Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall'altra parte del globo, i vasetti delle medicine avvisano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco, la caldaia si può accendere prima dell’arrivo a casa, il frigorifero può segnalare sul cellulare la mancanza di un determinato cibo, due appartamenti possono comunicare in caso di condivisione dei sistemi di allarmi ecc.

L'obiettivo dell'internet delle cose è far sì che il mondo elettronico tracci una mappa di quello reale, dando un'identità elettronica alle cose e ai luoghi dell'ambiente fisico.

I campi di applicabilità sono molteplici: dalle applicazioni industriali (processi produttivi), alla logistica e all'infomobilità, fino all'efficienza energetica, all'assistenza remota e alla tutela ambientale.

In città che nei prossimi decenni diventeranno sempre più intelligenti, sarà all’ordine della progettazione architettonica il porsi domande sulla complessità dell’ambiente e sulla responsabilità a livello globale. Le città sono i centri sociali vitali, i motori culturali ed economici che muoveranno il mondo, se circa il 60% della popolazione mondiale vive in megalopoli e aree urbane e il dato è destinato ad aumentare.

Gli oggetti connessi in rete nel 2021 saranno più di 28 miliardi in tutto il mondo, si legge nel recente “Mobility Report” di Ericsson. Tra questi “oggetti” ci potranno essere presto anche le case. (fonte: www.key4biz.it)

(news green life aprile 2017)

​©2016 Immob.bilia

il nuovo "fare" edilizia

Efficienza energetica abitativa un esempio a Pisa

L’innovazione nell’edilizia portata avanti da Immobbilia soprattutto nel complesso di Casal Bertone che segue i dettami del Protocollo Itaca rappresenterà in Italia e a Roma in particolare un esempio di efficienza energetica e rispetto ambientale. Ci sono altri ma differenti casi in Italia che riguardano la generazione diffusa applicata all’edilizia residenziale pubblica. Ad esempio a Pisa, nella zona di Calambrone, gli abitanti hanno avuto un risparmio di 6.500 euro in nove mesi ed un taglio di 2.280 kg di CO2. I dati dei consumi sono stati inviatidirettamente su tablet, smartphone e pc dei cittadini. Si tratta di case popolari che possono sfruttare il potenziale green degli impianti di cogenerazione e risparmio energetico. Dai dati illustrati in un evento a novembre 2016 organizzato dal Comune, Apes ed Enel Energia, sono stati presentati i risultati dei primi nove mesi di attivazione dei sistemi di cogenerazione e distribuzione energetica. Risulta che le bollette sono state più che dimezzate e le emissioni di CO notevolmente diminuite. Nei primi 9 mesi, infatti, l’impianto ha funzionato per circa 4mila ore, producendo oltre 21mila kWh elettrici e 48mila kwh termici utilizzati, sia per riscaldamento, sia per acqua calda sanitaria, consentendo un risparmio di 6.500 euro ed evitando l’immissione in atmosfera di 2.280 kg di CO2.

 

Come è strutturato lo stabile

Del complesso abitativo, di cui parla il portale key4biz, fanno parte 20 appartamenti per un totale di 1.230 mq distribuiti su due scale di quattro piani. L’involucro esterno “è costituito da un cappotto, con infissi a taglio termico ed un sistema di oscuramento in grado di proteggere in modo naturale sia dal freddo che dal caldo”. L’impianto, invece, è anche abilitato al teleriscaldamento e alla produzione di energia “con scambio sul posto“. Significa quindi che l’energia elettrica viene prodotta dalla trasformazione del gas metano e il calore dissipato dagli impianti per compiere questo processo, invece di essere un limite, diventa una risorsa perché viene utilizzato per riscaldare l’acqua. Si ottiene così un aumento del rendimento e una diminuzione dei costi, anche grazie al minor costo del metano, inoltre il sistema permette di generare quanto si consuma, evitando gli sprechi.

Mensilmente, inoltre, sono offerti suggerimenti su come risparmiare sull’energia elettrica, inviati direttamente su pc, smartphone e tablet. Ciò consente di ottenere elevate prestazioni energetiche: tutti gli appartamenti sono in classe A con un fabbisogno energetico medio di 27,34 Kwh/mq/anno. 

(news green life marzo 2017)

​©2016 Immob.bilia

il nuovo "fare" edilizia

IdeaAbitata Casal Bertone 4.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tua casa eco-sostenibile nel cuore del quartiere Tiburtino a Roma

L’innovazione nell’edilizia sbarca anche in Italia con il primo edificio a certificazione di sostenibilità ambientale costruito rispettando le linee guida del Protocollo ITACA.

La tua nuova casa ecosostenibile ti aspetta a Casal Bertone, nel cuore del quartiere Tiburtino a Roma, a 20 minuti e a 8 km dal centro storico della città.

Casal Bertone, nel IV Municipio di Roma, è una zona storica della città legato all’allevamento dei cavalli (bertone, nome del manto dei cavalli) e allo sviluppo dell’area industriale romana, è stato scelto recentemente dalla Comunità Europea per sviluppare un modello urbano sostenibile finalizzato alla limitazione delle variazioni climatiche.

Il quartiere è entrato a far parte di un Osservatorio voluto dalla Comunità Europea che, in collaborazione con altre 11 città del Mediterraneo (Malaga, Barcellona, Valencia, Siviglia, Marsiglia, Aix-en-Provence, Genova, Roma, Torino, Salonicco e Atene) identificherà soluzioni operative che possano incidere concretamente sulle abitudini dei cittadini, in modo da ridurre l'impatto ambientale dell'urbanizzazione e limitare le emissioni di gas serra (fonte: Adnkronos)

L’edificio residenziale di prossima realizzazione si inserisce in questo percorso di una qualità della vita urbana eco sostenibile, seguendo le linee di Itaca del green building design.

(news green life febbraio 2017)

​©2016 Immob.bilia

 

 

il nuovo "fare" edilizia

Impegni UE per lo sviluppo urbano sostenibile (fonte key4biz.it)

(news green life febbraio 2017)

©2016 Immob.bilia

il nuovo "fare" edilizia

Cos’è il protocollo Itaca? 

Si tratta di una certificazione di sostenibilità ambientale che prende in considerazione la relazione dell’edificio con il suo contesto (vicinanza alle reti di trasporto pubblico, a strutture di commercio, di servizio, sportive e culturali, alle reti infrastrutturali) e le caratteristiche spaziali e funzionali del lotto (presenza di aree esterne attrezzate per la sosta, l’aggregazione e le attività all’aria aperta, posteggi per le biciclette). ITACA è l’istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale. È un organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che ha tra i suoi obiettivi principali quello di sviluppare strumenti a supporto delle politiche regionali a favore delle costruzioni ad elevata qualità energetico-ambientale. La costruzione dell’edificio a Casal Bertone oltre a tenere conto di linee guida che vanno ad impattare positivamente sul consumo di risorse in termini di miglioramento dell’efficienza energetica del riscaldamento, l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, l’impiego di materiali riciclati e di recupero, tiene in grande considerazione la qualità degli appartamenti. Tutti sono dotati di un sistema di ventilazione che permette di mantenere un elevato grado di salubrità dell’aria minimizzando al contempo i consumi energetici per la climatizzazione sia nei periodi invernali che estivi; tutti gli appartamenti hanno adeguati livelli di illuminazione naturale; elevata qualità acustica dell’edificio; minimizzazione il livello dei campi elettrici e magnetici a frequenza industriale negli ambienti interni al fine di ridurre il più possibile l’esposizione.

(news gennaio 2017)

​©2016 Immob.bilia

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Pista ciclabile illuminata di notte  (fonte architetturasostenibile)

(news green life gennaio 2017)

©2016 Immob.bilia

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SMART CITIES : il nuovo mercato (fonte key4biz.it)

(news green life dicembre 2016)

©2016 Immob.bilia

il nuovo "fare" edilizia

Architettura ecosostenibile: Perspectives (fonte architetturaecosostenibile.it)

(news green life dicembre 2016)

©2016 Immob.bilia

il nuovo "fare" edilizia

L'edilizia innovativa e sostenibile (fonte La Stampa)

(news green life novembre 2016)

©2016 Immob.bilia

il nuovo "fare" edilizia

Ecologia urbana: è possibile?

 

L'ecologia urbana e sociale è stata fondata in Italia dal geoantropologo Paolo Rognini e dallo psicologo Paolo Fuligni con l'intento di creare una disciplina che potesse comprendere in maniera olistica l'uomo e l'ambiente in un'unica realtà senza vederne necessariamente separate le parti.

L’ecologia urbana è in sintesi lo studio dei luoghi e degli stimoli fisici che danno adito a comportamenti e interazioni umane. Va da sé che l’architettura, l’urbanistica, le discipline ambientali, abbiano un ruolo fondamentale sulla programmazione e quindi il destino, della città dei quartieri e dei suoi abitanti.

Il tema dell'efficienza energetica e di un approccio ecologico degli edifici ha assunto oggi un'importanza centrale nel dibattito sulle politiche energetiche dei Paesi più industrializzati. Immobbilia offre soluzioni tecnologiche per migliorare i consumi energetici e sistemi intelligenti e integrati di gestione, monitoraggio ed automazione in grado di regolare le funzioni dell'edificio, considerando tutte le interazioni.

Le realizzazioni abitative proposte da Immobbilia (ideabitata.com) si inseriscono in quelli che vengono definiti progetti SMART BUILDING che hanno l'obiettivo di contribuire sia allo sviluppo scientifico-tecnologico che alla promozione sociale dei sistemi automatizzati e integrati per il monitoraggio e la gestione di edifici intelligenti, per migliorarne le performance energetiche in base alle esigenze dei cittadini e delle particolari condizioni energetico-ambientali.

Se l’ecologia urbana arriverà nei prossimi anni ad essere diffusa, secondo uno studio dell’Università di Melbourne, si arriverà all’integrazione di geografia, urbanistica, paesaggistica, architettura ed ecologia. In molte città dell’Australia, questa è già una realtà che ha l’obiettivo di ridisegnare le città in funzione di una maggiore vivibilità, sia per l’uomo, sia per altre specie animali e vegetali (growinggreenguide.org).

Secondo questo studio, alla fine di questo secolo più dell’80% della popolazione mondiale vivrà in aree metropolitane di grandi dimensioni. Dice Mark McDonnel (FONTE: arcue.botany.unime)

dell’Università di Melbourne: “Il numero delle megalopoli in tutto il mondo aumenterà nei prossimi anni, accogliendo fino a 1 miliardo di persone prima della fine del secolo. Noi non sappiamo quanto potrà crescere la densità umana in queste regioni urbane, ma di certo sarà necessario approntare rapidamente dei sistemi di gestione delle risorse naturali ed energetiche piuttosto efficienti se si vogliono evitare gravi ripercussioni in termini di sicurezza e salute”.

Oltre alla qualità della vita dei cittadini, l’ecologia urbana sembra occuparsi anche di assicurare un elevato livello di biodiversità all’interno dei nuovi centri abitati. Uno studio dell’University college di Londra ha osservato che nel 58,1% della superficie terrestre, dove vive il 71,4% dell’umanità, la perdita di biodiversità è tale da compromettere già la capacità degli ecosistemi di sostenere le società umane.

Ecco perché è proprio nelle nostre città che la natura deve trovare più posto. Soluzioni semplici, con alberi e piante, aree verdi e corsi d’acqua, orti urbani e giardini, che ci permetteranno di abbassare la temperatura media che ci aiuteranno a vivere meglio la quotidianità, a far crescere bambini in ambienti più sani, senza dimenticare l’impatto positivo di tali nuovi agglomerati eco-urbani sul processo di riscaldamento globale e sui cambiamenti climatici in atto. Un orto urbano nelle terrazze delle soluzioni abitative proposte da Immobbilia può essere un piccolo ma valido contributo ad un vivere più in linea con l’ecologia urbana.

(news green life ottobre 2016)

​©2016 Immob.bilia

Il nuovo "fare" edilizia

The Crystal, uno degli edifici più sostenibili al mondo, certificato LEED e BREEAM, realizzato con il contributo di Siemens e dedicato allo sviluppo urbano sostenibile.

(news green life settembre 2016)

​©2016 Immob.bilia